
A scuola, il momento del pasto rappresenta un’occasione importante per la socializzazione e l’inclusione delle bambine e dei bambini, tuttavia, le sempre più precarie condizioni economiche delle famiglie italiane ha fatto sì che molti minori siano costretti a rinunciare al pranzo in mensa. Tiziana Luciani ci accompagna alla scoperta Raymond Paumier, il maestro francese che nel 1945 creò i primi “Ristoranti per bambini” all’interno delle scuole, intuizione destinata a cambiare per sempre l’ambiente scolastico.
La povertà in Italia
Forse li avete letti anche voi…sto parlando dei dati, relativi allo scorso anno, sulla condizione di povertà dei minori nel nostro paese.
Snocciolo qualche cifra, il minimo indispensabile per farsi un’idea.
In Italia nel 2022 si trovavano in condizione di povertà assoluta il 13,4% dei minori (sono 1.235.325 bambini e adolescenti), quasi un punto percentuale in più rispetto al 12,6% dell’anno precedente.
A questi va aggiunto il 23,5% in povertà relativa (sono 2.166.429 bambini e adolescenti).
Sono quindi quasi 3 milioni e mezzo (3.401.754) quanti vivono in povertà (assoluta o relativa).
La povertà economica si traduce purtroppo in povertà sociale e educativa, e quindi in esclusione dal presente e da un possibile futuro.
Tempi duri per le mense scolastiche
Un indizio di questa situazione lo possiamo rilevare nelle mense scolastiche, all’ora di pranzo.
Diverse famiglie, specie quelle con più figli iscritti a scuola, non fanno richiesta del servizio mensa per non gravare troppo sul bilancio familiare.
Altre, che ne hanno usufruito pur non potendo pagare la quota, in alcune scuole ne vengono escluse.
Capita così di vedere all’ora del pasto bambini e bambine restare in classe a consumare una piccola merenda, mentre il resto della classe è in sala mensa.
Altri/e vengono riportati di corsa a casa, il tempo di mangiar qualcosa in cucina, e poi di nuovo a scuola. Tempi duri… Come un tozzo di pane secco!
Un salto nel passato
Allora dai, vi invito a fare un salto nel passato, per trarne utili spunti per il presente…
Il tema dell’inclusione a tavola ha un interessante precedente storico a partire dal lontano 1945, anno in cui un maestro francese, Raymond Paumier, iniziò la fortunata avventura dei così detti “Ristoranti per bambini”.
Come tante idee creative ed innovative anche questa trae la sua origine da una iniziale situazione di grande difficoltà.
Siamo in Francia, la seconda guerra mondiale è appena finita e gli scolari di Montgeron, nel Dipartimento dell’Essonne, consumano la pausa mensa in locali di fortuna.
Paumier capisce che aver cura di quel momento quotidiano, dopo anni di conflitto, penuria di cibo, perdite lutti e traumi, è davvero molto importante.
Così attrezza i locali di una vecchia villa, e crea “La Roseraie”, il primo “ristorante per bambini”, così in Francia sono chiamate le mense di qualità per gli scolari.
Il posto fu restaurato con cura, per non somigliare agli spazi anonimi del mangiar insieme.
Alle pareti, il menù giornaliero scritto e decorato dagli scolari e i commenti redatti a fine pasto, rendono la loro presenza viva e non anonima.
Molti bambini e bambine, che a causa della seconda guerra mondiale avevano perso i propri familiari e le loro case, e vivevano perciò in una condizione di vagabondaggio, furono attirati dalla possibilità di ricevere un pasto caldo.
