
Di Elena Folli
Caldo e vita all’aria aperta aumentano la necessità di dissetarsi; spesso si ha il desiderio di bevande dolci e stuzzicanti. Senza rinunciare al piacere di bere, accanto alla semplice acqua, che merita sempre il posto d’onore, meglio privilegiare infusi, succhi e centrifugati di ortaggi e frutta, senza aggiunta di dolcificanti. Condividiamo qualche riflessione.
Un gusto che attira…
Fresche, stuzzicanti, le bevande dolci attirano, soprattutto durante l’estate,quando la necessità di liquidi è più elevata e bere aiuta a mitigare gli effetti del caldo.
Si utilizzano fra un pasto e l’altro, come aperitivo, al posto degli alcolici, per accompagnare prima colazione e merenda, o addirittura durante i pasti principali, anche se il loro gusto, in realtà, può interferire con quello delle pietanze.
Talvolta paiono più accattivanti dell’acqua, sembrano leggere e difficilmente ci rendiamo conto che il loro contenuto calorico può essere più elevato di quello del cibo. Il gusto dolce stimola a berne in abbondanza.
…troppo dolce squilibra
Questa consuetudine può alterare la regolazione della fame. Nonostante il loro contenuto energetico, infatti, le bevande dolci vengono assunte molto più rapidamente del cibo, senza attivare i recettori responsabili della sazietà. Inoltre, hanno un indice glicemico molto elevato, perché in assenza di fibre e di altri principi nutritivi, lo zucchero che contengono è assorbito immediatamente.
Le bevande dolci, poi, non sono vissute come cibo, e si accompagnano frequentemente con cibi ipercalorici, nella maggioranza dei casi anch’essi ricchi di zuccheri semplici, sbilanciando ulteriormente l’equilibrio e rischiando, fra le altre cose, di compromette la salute dei denti e della flora intestinale.
Meglio allora ricorrere alle cosiddette bevande “light”, addolcite artificialmente? Questa soluzione può aiutare a superare il problema delle carie e a ridurre l’apporto di zuccheri semplici e di calorie. Tuttavia, l’impiego usuale di dolcificanti artificiali, non è privo di controindicazioni. Diverse ricerche lo collegano, infatti, a un’alterazione della flora batterica intestinale, della tolleranza al glucosio e della regolazione dell’appetito. Problemi, questi, che potrebbero derivare anche dall’impiego di stevia, addolcente concentrato di origine tutto naturale, meglio certamente dei prodotti artificiali, ma secondo alcune ricerche non del tutto esente da controindicazioni. Il consiglio, quindi, è di circoscrivere le bevande edulcorate, con o senza zucchero, a occasioni sporadiche.

Meglio cercare alternative naturali
Premesso che l’acqua resta la base migliore e insostituibile per dissetarsi, specie se accompagnata da frutta e verdura freschi, al naturale, chi desidera un tocco di gusto in più può arricchirla con bevande casalinghe, a base frutta e /o verdura. Spremute o centrifugati, preparati con gli apparecchi che consentono di “salvare” anche parte delle fibre dei vegetali, preziose per il loro effetto regolatore, riducendo fra le altre cose, gli sprechi. Ne bastano due o tre dita per integrare e insaporire l’acqua. In alternativa si possono preparare delicate tisane, per esempio con salvia, rosmarino, timo, menta e altre erbe aromatiche di stagione.
È una scelta che fa bene alla salute, ma anche all’ambiente, perché aiuta a diminuire il consumo di risorse, riducendo l’impatto di produzione, trasporti e imballaggi.

Quali succhi già pronti?
Se per motivi di praticità preferite comunque i succhi di frutta già pronti, usateli sempre in aggiunta, non sostituzione, dell’acqua, in piccole quantità.
Per prima cosa occhio agli imballaggi. Favorite quelli di vetro. Leggere l’etichetta, poi, vi aiuta a scegliere.
La dicitura “succhi di frutta” , attribuita ai prodotti composti al 100% da frutta, assicura bevande realizzate esclusivamente con frutta, senza additivi e zucchero aggiunto. Restano, però, gli zuccheri provenienti dalla frutta: in una percentuale fra il 10 e il 20% .
Per assicurare la conservazione i succhi di frutta possono essere concentrati, semplicemente facendo evaporare l’acqua. Se poi i succhi concentrati sono reintegrati con acqua si ottengono “succhi di frutta da concentrato”. Gli unici additivi ammessi, da indicare obbligatoriamente in etichetta, sono pectina, nel succo di ananas, acido citrico (E330) e acido ascorbico (E330), quando necessario.
La denominazione “nettare di frutta”, corrisponde, invece, a prodotti realizzati con purea e succhi di frutta, diluiti con acqua (la frutta rappresenta fra il 40 e il 50% del prodotto), eventualmente addizionati con zucchero, miele o altri dolcificanti e additivi simili a quelli dei succhi di frutta.
Le “bevande a base di frutta”, infine, sono composte da una percentuale minima di frutta fra il 12 e il 20% (può essere anche superiore) a cui è possibile aggiungere vari ingredienti, dallo zucchero, alle vitamine, ai frementi lattici
I succhi biologici offrono vantaggi?
La gamma del “bio” propone succhi di frutta senza zucchero preparati con frutta biologica, preferibilmente di produzione locale, talvolta selvatica, come i mirtilli , o il sambuco. La loro preparazione evita sprechi nella filiera alimentare perché consente di recuperare la frutta troppo piccola, o con piccoli difetti, senza compromettere la qualità. La mancanza di residui di pesticidi permette di usare anche la buccia, estraendo alcuni dei suoi principi attivi protettivi (spesso particolarmente concentrati in questa parte della frutta), comunemente persi con la preparazione domestica. Le modalità di conservazione assicurano l’esclusione di aria, e consentono di prevenire l’ossidazione senza utilizzare conservanti.
I nuovi “frullati” di frutta confezionati presenti sul mercato, possono sostituire i succhi di frutta?
I cosiddetti “smoothies” preparati con frullati e/o concentrati di frutta di diverse varietà, conservati al fresco o pastorizzati (quindi a più lunga conservazione), variano secondo la ricetta , di conseguenza vanno valutati etichetta alla mano. In linea di massima hanno un contenuto di calorie circa doppio rispetto alla frutta fresca, mentre sono meno energetici di gelati e merendine. Possono quindi sostituire vantaggiosamente uno snack dolce, ma non la frutta fresca, impareggiabile per la leggerezza, le proprietà rinfrescanti e il benefico effetto stimolante sulla masticazione.

Per i bambini solo il dolce naturale
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