
Ballerina e maestra di ballo, Maria Cira si è trasformata in una piccola imprenditrice per realizzare, con l’aiuto di 7 collaboratrici, abiti e costumi per la danza e il teatro. Prodotti sartoriali, confezionati con stoffe eleganti e leggere, luccicanti di lustrini, quando necessario, confezionati su misura. Un’attività frenetica, di solito, in questi mesi di saggi, feste, eventi teatrali. Ma in questo momento di emergenza nel laboratorio artigianale era calato il silenzio. Finché Maria ha deciso di cambiare organizzando a tempo di record un percorso per realizzare le richiestissime e necessarie mascherine protettive. Oggi nel suo laboratorio è tornata la vita. Le mascherine prendono forma incessantemente e sono disponibili anche on line. A prezzi calmierati. Francesca Vitelli ci racconta la storia di Maria.
di Francesca Vitelli
Una imprenditrice creativa
Le situazioni eccezionali richiedono decisioni eccezionali, è così che è accaduto per Maria Cira Iacomino, ballerina, coreografa e imprenditrice. Dalla scuola di ballo gestita con la sorella Antonella alla sartoria artigianale di tutù e costumi da ballo il passo è stato breve. Mai soddisfatta di tutù e costumi disponibili sul mercato Maria Cira ha iniziato a disegnarli e realizzarli su misura, quando ha capito che uno spazio poteva esserci ha deciso di avviare una piccola sartoria artigianale. Oggi con lei lavorano sette donne a cui si rivolgono scuole di danza, ballerine, ballerini, pattinatrici e ginnaste. Anche quando la richiesta prevede un numero consistente di body, tutù, borse, il prodotto rimane sartoriale mantenendo le sue caratteristiche artigianali. In questo periodo – da marzo a giugno – da Palcoscenico, in condizioni non pandemiche, ci sarebbe stato un gran da fare, è il periodo in cui le scuole di danza organizzano il saggio di fine anno: tutù, costumi, scarpe e calzamaglie in quantità da modellare, tagliare, cucire e rifinire.
Non scoraggiarsi davanti alle emergenze
L’inaspettata emergenza sanitaria ha stravolto ogni cosa e fino a qualche giorno fa nella bottega dei lustrini e del tulle ha regnato il silenzio, un silenzio carico di preoccupazione, tristezza e assenza. Tutto fermo, tutto chiuso, i saggi di fine anno sfumati insieme con il resto della vita “normale” , quella che conoscevamo. Dopo due settimane di chiusura, però, Maria Cira ha preso una decisione: riaprire riconvertendo la produzione, da tutù a dispositivi di tutela per la salute, mascherine in tessuto, non tessuto impermeabile, lavabile e confezionato secondo quanto previsto dalle autorità preposte.
La decisione l’ha presa valutando due aspetti: contribuire allo sforzo collettivo di produrre un bene necessario per la salvaguardia della salute difficile da reperire e salvare la sua azienda. Se avesse avuto qualche remora le è passata assistendo ai primi accenni di speculazione, le sue mascherine hanno un prezzo calmierato di 1 euro al pezzo più IVA vendute in bustine da 5 con consegna a domicilio tramite corriere.
Dopo aver studiato come avviare la produzione e aver reperito il tessuto necessario ha fatto sanificare l’azienda e organizzato la produzione a ranghi ridotti per rispettare l’obbligo del distanziamento sociale.
Le prime mascherine realizzate le ha donate al Comune in cui ha sede l’azienda, quello in cui ha sede la scuola di ballo e quello in cui abita, comuni limitrofi della fascia costiera in provincia di Napoli. Adesso sta pensando a come migliorare la produzione acquistando un macchinario- un investimento in questo momento è decisone audace- ma Maria Cira ha la mentalità di chi fa impresa sapendo che in questa scelta è connaturato il rischio, questo è il momento di avere coraggio e darsi da fare.
